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Elisa, Nemo, Gelidamanina

A Roma un 31/05/2009, You better watch your step
commenti (1)

Mi sono fissata su i tuoi occhi grigio-verdi.
Sul tuo sorriso timido, sul tuo non guardarmi in faccia quando mi parli.
Sulla tua voce bassa e sul tuo avvampare se solo ti faccio una battuta o un complimento per il puro gusto di vederti diventare viola.
La tua mamma francese, il papà milanese ed il tuo nome che dalla pronuncia francese si è tramutato in una coattissima pronuncia romana del "O' leggemo com'è scritto".
Il tuo non avere più una vita privata per via del lavoro,  un pò come me. (Non che io ne abbia mai avuta una)
Il tuo voler fuggire da li, un pò come me.

In tutto questo, nelle prossime settimane sarò sotto torchio a lavoro. Il maldischiena non mi aiuta, la stanchezza nemmeno e i clienti sembrano remarmi tutti contro. Mi viene da piangere dalla frustrazione, soprattutto quando dopo aver parlato con una mia amica che per prima aveva inneggiato al mio licenziamento, ora pare ritrattare e dire "resisti fino al rinnovo!", come se giugno 2010 fosse dietro l'angolo.
Non ce la faccio a resistere.
Non ce la faccio.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 21:57.



A Roma un 30/05/2009, Annulla le paure oh luna..
commenti (2)

La verità è che penso a cosa mai possa esser successo nel 2006 per meritare il tuo perdono, visto che non ti sentivo già da due anni. Continuo a pensare cosa sia successo, cosa ti abbia fatto cambiare idea nei miei confronti, e anche se dici che sei una persona superiore che passa oltre ste cose, mi piacerebbe sapere in base a quale motivo è cambiata la tua opinione.
La verità è che per quanto possa dire di non pensarti, ogni tanto ti penso ancora.
E potrei pure chiamarti, fare il numero e superare la mia telefonofobia.. ma per dirti cosa?
E come stai? Domanda inutile.

Non credo di aver mai pensato veramente a me stessa in questi due anni di lavoro.
Pensavo in questi giorni che se determinate colleghe mi chiedessero e convincessero a non andar via, probabilmente resterei.
Resterei solo per loro, resterei per me, resterei per la paura di licenziarmi e perderle, resterei per la paura di andare all'università e non trovare un gruppo compatto, delle amiche fidate, delle chiacchiere inutili.

Resterei per non avere paura di questa nuova situazione, per le solite paure che mi ancorano a convinzioni ed ideali che non dovrebbero appartenermi, le solite paure che non mi lasciano crescere e mi fanno sempre restare piantata qui come una cretina.
Resterei per evitare di mettermi in gioco, conoscere altra gente, per avere tanto tempo libero.
Ho paura di avere tanto tempo libero da non sapere cosa farci. Dovrei usarlo per studiare.
Ho paura.
E tremo.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 21:39.