[Archive]

2009
Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre.

2008
Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre, Dicembre.

2007
Marzo, Aprile, Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre, Novembre I , Novembre II, Dicembre.

[Credits]

Elisa, Nemo, Gelidamanina

A Roma un 25/04/2009, Can I ask ?
commenti (1)

Che poi parliamoci chiaro, se la cassa-self ha delle regole, non è mica colpa mia.
Se mi incazzo tanto e ti rispondo male perchè sei un encefalitico di merda che non sa ascoltare i messaggi registrati della cassa, io che colpa ne ho?
Se ti bestemmio dietro perchè se la cassa dice "Articolo inatteso nell'area sacchetti, rimuovere l'articolo prima di continuare" tu mi levi tutte le buste e poi la cassa attacca con "Articolo rimosso dall'area sacchetti, riportare l'articolo nell'area sacchetti prima di continuare" e poi io ti dico "Gentilmente, mi lasci tutte le buste sopra?" e tu levi tutto e mi guardi perplesso, pensi che non ti stia meritando le mie madonne?
Se ti dico "Prima di passare l'acqua premi -quantità- e poi passi la singola bottiglia" e tu prendi e mi batti il codice della confezione, credi che non ti stia meritando il mio odio?
Se ti dico che tutti i prodotti devono esser lasciati li fino al totale, e tu ad una certa ti metti ad imbustare e la cassa si blocca, credi che non ti stia meritando le mie occhiate ben poco amichevoli?
Se ad una certa la cassa si blocca perchè TU non sei capace di usarla e allora rosichi dicendo "Eh vabbè però ste casse non funzionano" credi che io non ci goda quando te la sblocco e la spesa te la passo io e allora guardacaso non si blocca niente?
Credi che non ti odi, cliente medio, quando mi dici che sono un'incompetente perchè tu il prodotto l'hai passato (e non è vero) e la cassa invece funziona male perchè non te l'ha letto e allora se batti un prodotto ti arroghi pure il diritto di imbustarne a scrocco tre, pensando di cojonarmi?
Credi che non ti odi, cliente medio, quando ti dico una cosa e tu non mi ascolti?
Credi che non ti odi, quando pagando con la carta di credito ti chiedo il documento e mi dici "Eh vabbè, ma lo chiedete solo voi. Che lo chiedete a fa? E' una carta di credito" ed io tra me e me spero che ti freghino il portafoglio e ti facciano diecimila euro di spesa in un sexyshop sadomaso?
Credi che non ti odi, cliente, quando vieni li e mi chiedi se a Natale siamo aperti perchè tu non hai una famiglia ed un cazzo da fare che non sia girare in un centro commerciale?
Credi che non ti odi, cliente, quando hai a disposizione 13 ore per fare spesa, e tu ti riduci automaticamente agli ultimi 10 minuti?

Sono stanca di ripetere sempre le stesse cose, soprattutto quando poi mi tocca lavorare in giorni come il 25 aprile. Se poi ci stanno far stare aperti pure il I° maggio, il 2 giugno e Ferragosto e Santo Stefano e il Primo dell'Anno, come pretendi che io possa farti pagare col sorriso?
Cliente, grazie per pagarmi lo stipendio, ma vaffanculo.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 01:06.



A Roma un 19/04/2009, And i want to be there
commenti (2)

E' che non lo so che ho. Sono di malumore da un pò di tempo.
Sgomitando cerco di venire fuori da diverse situazioni, cerco di entrare in altre, e tutto quello che mi ritrovo poi è me seduta davanti al pc o al pianoforte evitando di rispondere al telefono, parlare con colleghe di lavoro e colleghi di uni e relegarmi su una sedia o sul letto per tutto il tempo.
Sono triste, sono sfiduciata, sono una che continua a non capirci niente e che non sa da dove partire per capire cos'è che c'è da cambiare.
Ho pensato di dare le dimissioni e mentalmente pensare a cosa cambierebbe nella mia vita: più tempo libero, più tempo per tornare alla mia non-vita e all'università (che sono due cose che camminano parallele e non si incontrano quasi mai).  Passo attimi di euforia come quando venerdì ero in giro con i miei due migliori amichetti dell'uni, ad attimi di follia omicida che passo al lavoro, attimi in cui mi immagino andare in giro per locali con Chiara e non riuscire a spiccicare parola, attimi in cui esco con la collega dellavoro per andare al cinema e mi ritrovo a non sapere che dire ai suoi amici, attimi di pure curiosità  derivanti dalla domanda di un dipendente del cinema che fa "beh, allora che si dice al lavoro da te?" e che tu sei sicura di non aver mai visto e ti chiedi come mai possa conoscerti e però sorridi e rispondi come se foste amici da chissà quanto tempo perchè sennò pare sgarbato e allora lo gardi e cerchi di ricordarti la faccia se l'hai già vista o se magari se ti tornerà in cassa o chissà che altro. Attimi in cui ti ritrovi a pensare al viaggio che potresti fare d'estate con i tuoi amici sinceri e a quello che questo viaggio potrebbe comportare al lavoro, che casomai non mi concedono i giorni e tu dici "vabbè sti cazzi, io ho prenotato, non me presento" e poi andare a pianoforte e parlare con Massimiliano e poi tornare a casa e per ripicca mettersi subito a studiare di nuovo quei passaggi che non ti riescono e poi guardare i libri dell'università impilati l'uno sull'altro sulla scrivania e pensare che non li studierai mai e che non ti laureerai mai e che dovresti prendere delle decisioni e poi parli con le colleghe tue coeanee del lavoro che hanno un ragazzo e dicono "eh, noi stiamo cercando casa e stiamo pensando ad un mutuo" e poi mettere il broncio e tornare a casa e andare alla fermata dell'autobus a passo veloce e sentire il cuore scoppiare in petto perchè non è allenato, e sentire appena ti sei fermata le guance calde e la schiena fredda e il respiro affannato e poi parlare coi tuoi delle ceramiche e le carezze di papà quando ti chiede "ma che ti hanno fatto ararbbiare a lavoro?" e tu mugoli un mezzo si con gli occhi pieni di lacrime che però orgogliosamenten on fai scendere e l'idea che forse dovresti parlargliene e dirgli che non sei felice, che non vuoi morire li dentro che vorresti fare altro come stare tutto il giorno alla sapienza svaccata sul giardinetto a studiare, oppure a suonare pianoforte o a leggere libri su libri e tornare da melbook o da fnac e spendere un sacco di soldi e almeno essere felice e non solo guadagnarli e sperare che il terremoto o un'alluvione distruggano il tuo posto di lavoro e poi c'è il gatto che ti guarda sempre e non ti fa mai dormire, il ticchettio dell'orologio che sto iniziando ad odiare perchè di notte si sente solo lui e allora lo devo soffocare sotto al materasso o in qualche cassetto e poi i musi lunghi e il pensiero che forse violetta chissà quando la rivedo se la rivedo e e pensare che sei troppo dipendente dalle persone che non frequenti più da una cifra e che dovresti dimenticarle e pensare ad altro e non farci caso o solo casomai farti amici nuovi o chessò io e pensare un giorno di prendere la macchina senza avere il terrore di rigarla o distruggerla o riportarla comunque ammaccata che papà poi s'incazza e poi tagliarmi i capelli e farmi delel lampade e cercare di mostrarmi attraente o quanto meno meno cessa di quanto no nsia e casomai vestirmi colorata e non sempre di nero che poi la gente mi guarda pensa male e pensa che so dark satanista e comunista e una poco di buono anceh se poi ogni volta che sto sull'autobus in metro o in giro per strada con le cuffie e uns acco di altra gente attorno e l'aria ingrugnata vengono sempre a chiedere informazioni a me sti luridi opportunisti.
E poi ti viene malditesta e te ne vai a dormire.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 00:46.