A Roma un 25/02/2009, Bookquote
"So di aver detto prima che sto imparando il peso delle cose, che vuol dire imparare cosa dire e cosa non dire, per non fare stare male la gente per te. Quindi se dico che nella mia vita non è successo niente prima di incontrare gli altri, non è per far sembrare che mi sto lamentando. Semplicemente, era così.
Se passi tutta la vit in una stanza nel silenzio più assoluto, e poi qualcuno ti viene alle spalle e dice: "Bu!" fai un salto. Se passi tutto il tempo con persone bassette e poi vedi un poliziotto alto più di uno e ottanta, ti sembra un gigante. E se prima non succede niente e poi succede qualcosa, il niente fa diventare il qualcosa, quello che succede, più grosso di quello che è.
[..]
Ora.. questa non sarà la storia più incredibile che avete mai sentito. Ad ascoltare Jess, JJ e Martin, son cose che a loro capitano continuamente. Incontrano qualcuno in ascensore o al bar e quello dice: "Ti va di bere qualcosa?", o addirittura: "Ti va di andare a letto?" E magari loro stavano pensando che avevano voglia di andare a letto con qualcuno e quindi gli poteva sembrare che la proposta proprio mentre pensavano di avercene voglia fosse una coincidenza incredibile. [..] E' soltanto la vita. Una persona ne incontra un'altra, e qualla persona li vuole qualcosa; e il risultato è che le cose succedono. O a metterla in un altro modo: se uno non esce mai e non incontra nessuno, allora non succede niente. Cosa potrebbe succedere?"
Nick Hornby - Non buttiamoci giù.
Una
Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 14:07.
Vade retro, Satana!
Leggevo proprio l'altra sera un anno preciso di blog, perchè ogni tanto mi viene la sindrome del "chissà che ho scritto esattamente un anno fa, stesso giorno stesso blog" e leggevo di una meravigliosa giornata di sole, di un teporino gradevole, della felicità nell'andare in giro per Roma con un tempo così.
Ed io tra me e me ho pensato "Ammazza, un anno fa oggi si stava benissimo, un anno dopo e due giorni prima piove, fa freddo e c'è il tipico tempo di merda". E invece, un anno e due giorni dopo eccolo qua, il tanto invocato sole in un cielo terso e senza nuvole, con quel filo però di vento che ti scombussola i capelli e ti tiene sveglia, dopo quasi una nottata in bianco.
Non capisco come mai mi ritrovi sempre al punto di partenza.
Per inciso, cosa che non sembrerà una cosa eccitante (ma per me lo è, soprattutto se si pensa al periodo appena passato), ho ripreso a leggere.
E di questi tempi, non è poco.
P.s. Ovviamente il titolo deriva dall'urlo disumano nei miei confronti da parte di un fruttarolo.
Scena: Io che cammino di fianco a sto banco di frutta, con il lettore mp3 sparato nelle orecchie e sotto, ben udibile, l'urlo di quest'uomo che additandomi mi smadonna contro.
Annamo bene, annamo.
Una
Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 13:05.