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Elisa, Nemo, Gelidamanina

A Roma un 29/01/2009, I'm goin' back to the start
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Vorrei tanto capire perchè sotto sotto la mia indole è quella di fuggire.
Rinunciare.
Scappare.
Mollare tutto ed andar via. Lasciarsi i problemi alle spalle invece di affrontarli, risolverli, tirare fuori le unghie e combattere per quello che si vuole.
Ho due esami a metà febbraio, non riesco a studiare, non riesco a focalizzare gli argomenti, sebbene siano alla mia portata, non riesco a focalizzare i miei obiettivi, quello che voglio, quello di cui farei a meno, quello che so di non poter avere.
All'università ci stanno molti colleghi che stanno abbandonando il corso di Laurea, io per quanto per ora mi senta fuori dal gruppo e dalle lezioni che ho seguito raramente, resto.
Resto per principio, perchè so che non ho nulla di meno di tutti quegli altri nerd che girano per il Dipartimento. Ho meno esperienza, ma ho la volontà di mettermi a studiare e raggiungerli.
Solo che non ce la faccio.
Come quando tenti di uscire di corsa dal mare e senti che l'acqua di trascina giù, ti rende pesante, ti impedisce i movimenti.
Ce la posso fare, ma non so mai se lo voglio.

A Roma oggi è tornato il sole. Mi sono sdraiata sul letto dei miei, alzato le serrande al massimo e lasciato che il sole mi scaldasse il corpo.
Sono tesa, nervosa.
Ho cercato il mio ottimismo, la mia voglia di farmi spazio nel mondo.
Ed è durata poco.

Mi chiedo sempre che ne sarà di me, se continuo a rimandare.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 23:07.



A Roma un 27/01/2009, Ho mille libri sotto il letto, non leggo più, ho mille sogni in un cassetto, non lo apro più.. Parlo da solo e mi confondo..
commenti (1)

Passa un'ora, passa un giorno. Poi le settimane, i mesi, gli anni.
Quando conosci una persona, pensi sempre se questa farà parte della tua vita per tanto tempo, o se forse la perderai di vista poco dopo. Pensi a quello che è in grado di trasmetterti e di lasciarsi quando ci sei a contatto. Pensi alle manciate di buoni ricordi, pensi ad un sacco di cose.
Poi capita che queste persone te le porti dietro per un sacco di tempo, le conosci per caso e non ti ci stacchi più. Altre spariscono dopo qualche giorno, o dopo qualche mese. E le rimuovi.

Di abbracci non ce ne sono stati, ma è come se in ogni attimo avessi avuto una coperta pesante ad avvolgermi, di quelle calde a accoglienti che ti fanno pensare che il mondo sotto sotto è bello, quella sensazione di sicurezza, di abbraccio fraterno.

Il tempo  non è stato affatto clemente con noi, ma il calore della casa di una famiglia Sicula non è mai cosa da poco. L'accoglienza e l'ospitalità della gente del Sud è sempre stata una fonte di stupore ed invidia. Le giocate a Risiko e Scarabeo, le rosicate per le vittorie (solitamente altrui -.-), le chiacchiere, le foto, il cioccolato caldo, il vento freddo.

E ancora la stanzetta perfetta, il bagno perfetto, il materasso perfetto, il toccare letto e cadere in coma, la marmitta roboante, il sentirsi parte (anche solo per un weekend) di una famiglia allargata, di un gruppo d'amici che conosci bene e non conosci per niente, il cibo siciliano, i dolci siciliani (avrei dovuto portare, sul treno, un vassoio di cannoli e cassate, e non l'ho fatto),, dello sgattaiolare in una stazione abbandonata, il salire fino sul Capo e sentire il vento trascinarti a destra e sinistra ed allargare le braccia e sentirti come un aquilone e chiudere gli occhi e non pensare a niente che non sia il rumore del vento,  dell'accento di quella terra stupenda, dei ricordi di una cittadina piccina piccina, ma con i suoi abitanti grandi grandi.

E ancora grazie al mio splendido orsetto Nemo, che inizia a causarmi una seria dipendenza affettiva, e alla radiolina Alesstar, che ha contribuito a tenermi sveglia con i suoi discorsi in questi giorni di mancanza di sonno.


Una Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 01:05.