A Roma un 29/04/2008, Ma la mia vita non la cambierò mai mai, a modo mio quel che sono l'ho voluto io..
Stanotte ero tutta eccitata per la storia di andare a cercare il pianoforte che ho dormito poco e niente, facendo sogni assurdi e svegliandomi di scatto quando papà mi ha accarezzato la mano per svegliarmi.
Mi piace quando mi viene a svegliare papà, perchè è sempre gentile, tutto tenerello. Che mica te lo aspetti.
Poi stamattina ci siamo alzati presto, siamo usciti e siamo andati al negozio. Già mi figuravo le mani sul Clavinova, ma prima il signore mi ha fatto rosicare facendomi provare un pianoforte digitale assurdo da settemila euro che però era già venduto.
Ed era una gran figata.
Poi passando all'altra sala gli ho detto che volevo il Clavinova 220.
Quello l'ho venduto ieri e l'abbiamo fatto partire proprio stamattina. Vedi questo spazio vuoto? Questo è lo spazio del pianoforte che volevi tu.
Grazie, grazie grandissimo stronzo. Giusto perchè io non rosico affatto.
Alla fine mi ha fatto provare un modello superiore, ma che per me però costa troppo e non ho voglia di spendere tutti quei soldi, nè di farli cacciare a papà. Che mi pare eccessivo, davvero.
E poi i tasti erano troppo morbidi, perchè giovedì scorso quando Max mi ha fatto cambiare la saletta mi ha messo di fronte ad un Kawai. Un pianoforte vero, con una dinamica tasti veramente da brividi, un'acustica impeccabile. Qualcosa di talmente figo che m'ero agitata e ho sbagliato tutto il pezzo.
Un vero pianoforte Kawai.
E di sicuro una volta che metti le manine su una cosa del genere non puoi pensare di prenderti un pianoforte digitale con la dinamica molliccia. Ennò. Ennò.
Insomma, sono uscita dal negozio un pò sconsolata.
Beh, un pò è riduttivo.Non era proprio come me l'aspettavo, sta mattinata.
Me l'aspettavo diversa, come tutte le cose che ti aspetti da settimane, quando ti fai i film, ti immagini entrare, sederti su un sedile, poggiare le mani e stare li a provare il pianoforte dei tuoi sogni.
E non è andata per niente così.
Continuavo come una cretinetta a spingere il sol, e non ho provato una mazza. All'improvviso quello che mi sembrava il pianoforte perfetto (io volevo un 220 e lui mi ha fatto provare un 240) mi è sembrato un niente di che, qualcosa di si, carino, ma che non faceva per me. Voglio i tasti più duri, più duri di quell'Hard che aveva impostato lui.
Sono entrata in fissa con il Kawai, c'è poco da fare.
Ma è assolutamente fuori dal mio budget.
E la cosa mi rende un pò triste.
Tornando a parlare della giornata di oggi, retrocedendo alla nottata ho fatto sogni talmente assurdi che mi sono svegliata quasi ridendo della mia ridicolaggine.
Intanto ho sognato la barista (probabilmente passare la serata a parlare di lei su msn ha avuto il suo risvolto nel mio subconscio), ricordo che nel sogno si era rotta una caviglia e che doveva venire a casa mia (cosa che non si può sentire visto che ufficialmente non so nemmeno il suo nome -.-) e che poi c'era di mezzo il bar e casa sua (cosa doppiamente più assurda). Poi altri dettagli che facevano la situazione abbastanza surreale e che ho già rimosso. O meglio, stamattina me lo ricordavo di più, ora ricordo solo poche scene sbiadite.
Contemporaneamente ho sognato che Miguel si buttava giù dalla finestra (e non capisco come mai ogni volta che sogno Miguel ci sono di mezzo i davanzali e sta folle caduta dal secondo piano). o sono scesa giù in pigiama e scopro che Miguel non s'è fatto assolutamente niente (è proprio un gatto invincibile, aò!)
In aggiunta ho sognato che mia madre mi sgamava il blog.
Cioè. Che cosa terrorizzante. Ad un certo punto ero talmente agitata (nel sogno) che mi chiedevo veramente se era un sogno o la vita reale, che veramente avrebbe segnato la mia fine come figlia amata e riverita. Che paura.
Poi ringraziando qualcuno lassù mi sono svegliata. E mamma dormiva e il pc era spento e il mio blog ancora nascosto dagli occhi di chi mi è troppo vicino.
Per il resto la mia vita naviga ancora nel solito tran-tran.
Una
Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 13:12.
A Roma un 24/04/2008, Io non è vero che aspetto
Ennò.
Ennò.
Ennò.
Ennò!
Prima che questo blog ridiventi qualcosa di estremamente lamentoso, irritante e chi più ne ha più ne metta, lo faccio entrare in ferie forzate.
Statemi bene, io prima o poi torno. Se non mi trovate su msn, non vi preoccupate, tanto sto più o meno campando e tirando avanti.
Il giorno in cui ci sarà una svolta, probabilmente vi renderò partecipi.
Una
Gelidamanina ci ha pensato e l'ha scritto alle 16:51.